E' stato presentato ieri, 7 ottobre 2026, nella Sala Capitolare del Santuario di Madonna dell'Arco, il nuovo libro di poesie di Olimpia Romano, "Il dono del bucaneve", edito da Graus.
Qui di seguito le riflessioni di Giuseppe Vetromile, intervenuto con altri relatori (vedi locandina) in merito alla raccolta dell'Autrice.
La poesia nasce a volte dal silenzio che ci circonda, un silenzio e una immobilità che acuisce i sensi e corrobora l’anima, venendole in aiuto ad esprimere pensieri profondi, meditazioni, riflessioni che poi l’autore traduce in versi. O in colori. Credo che accada così anche per Olimpia Romano, una poetessa e un’artista sensibilissima, in grado di cogliere con attenzione i messaggi che le pervengono dal mondo, dalla realtà esterna. Ma è anche lo stato d’animo interiore, questo mondo interiore sovente così in subbuglio, così magmatico, che viene osservato e tradotto in versi magnificamente dalla nostra autrice. Proprio perché lei è in grado di equilibrarsi tra l’esteriorità e l’intimità, producendo ottimi lavori artistici sia utilizzando le parole, e quindi la poesia, sia utilizzando la materia, la tela e i colori.
Personalmente, ho avuto il grande piacere di conoscere Olimpia alcuni anni fa e subito mi sono reso conto che in lei non è possibile scindere la persona che, da una parte, conduce una vita e una quotidianità dedita al lavoro di insegnamento e agli impegni domestici, mentre dall’altra segue una linea esistenziale rivolta alla creatività: in lei i due aspetti sono perfettamente integrati.
Olimpia Romano ha dunque il grande dono di saper individuare gli ambiti più belli e luminosi sia del mondo circostante come quelli della persona che le sta accanto, e nelle sue opere è sempre positivamente e ottimisticamente proiettata verso una dimensione genuina e sincera, direi quasi taumaturgica, della vita, cogliendone gli aspetti più vivi e aggraziati: lo si nota dalle numerose esposizioni riguardanti la natura, gli alberi, i fiori, il forte e intimo rapporto che lei mantiene con questa realtà verde e luminosa che non dà adito a scoramenti e a disperazioni, anzi, ne rafforza la frequentazione, suggerendo un senso profondo dell’esistenza e, appunto, un senso addirittura lenitivo, di pace e di serenità. È questa la sua religione, il suo modo di vedere e di proporci un mondo nuovo più schietto, più innocente, mediante una poetica anch’essa scevra da inutili sovrastrutture o pleonasmi o schemi complessi: una poesia che è infatti diretta e libera, fluida, colorata e pregna di valori positivi, come il sentimento, le emozioni, i ricordi, l’amore.
Il dono del bucaneve è effettivamente un dono per tutti noi, un dono prezioso che ci aiuta a capire il vero senso del mondo e della nostra umanità.









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