Taccuino Anastasiano è il proseguimento del Blog "Circolo Letterario Anastasiano", con il quale rimane comunque collegato (basta cliccare sul logo del CLA).
Sarà questo un blog essenzialmente dedicato alle recensioni, alle notizie letterarie, alle presentazioni di libri ed agli appuntamenti ed incontri relativi al nostro territorio vesuviano, e non solo: dedicheremo spazio a tutte le notizie interessanti che ci giungeranno, con lo scopo di fornire valide informazioni culturali e spunti di riflessione su temi di carattere poetico e letterario in generale.
Buona lettura e buona consultazione.

Poesia a Cerro al Volturno, 30/8/25

martedì 16 maggio 2017

L'Arte nel sociale, una giornata di impegno civile a Napoli

Giovedì prossimo, 18 maggio 2017, alle ore 18, si svolgerà nella storica Basilica di San Giovanni Maggiore, a Napoli, rampe S. Giovanni Pignatelli, un evento di eccezionale rilevanza culturale organizzato dalla professoressa Grazia Paolella, Dirigente scolastico e scrittrice, con il patrocinio della Fondazione Ordine degli Ingegneri di Napoli e del Club per l'UNESCO di Napoli. "L'Arte nel Sociale", questo il titolo dell'evento, una giornata di impegno civile all'insegna delle maggiori arti: musica, poesia, pittura, danza e canto. Contribuirà alla sicura riuscita dell'evento il noto pittore Luigi Franzese con le sue pregiate opere.
Il programma molto ricco di interventi è il seguente:

Introduzione di Grazia Paolella
Saluti di Luigi Vinci Presidente Ordine Ingegneri Napoli
Presentazione della pittura di Luigi Franzese
Giovanni D’Amiano: “Matina ‘e maggio” e “Uocchie ca canosco”
Anna Rita Scognamiglio - Rosario Pignatelli:
“Ritorna vincitor” dall' “Aida” di G. Verdi
Vera D’Atri: “Sulla tessitura delle prove…” e “Nel moto languido dello stupore”
Anna Rita Scognamiglio - Rosario Pignatelli:
“O patria mia” dall' “Aida” di G. Verdi
Bruno Galluccio: “Ci scaldiamo al racconto” e “Il cielo che si ricomponeva…”
Anna Rita Scognamiglio - Rosario Pignatelli:
“In alto mare” da “I vespri siciliani” di G. Verdi
Rita Pacilio: “Era stata già cucita a Mali” e “S’increspa il lago di Nemi”
Anna Rita Scognamiglio - Rosario Pignatelli:
“Santo di Patria” da “Attila” di G. Verdi
Enzo Rega: “Mille e ancora mille” e “Toledo”
Un po’ di Fado …
Coreografia di Andreina De Gregorio
Imma Caro Esposito sulle note di Barco Negro di Amalia Rodriguez
Luigi Trucillo: “Per Ethel Rosemberg” e “I vecchi”
Anna Rita Scognamiglio – Rosario Pignatelli:
“Tu che le vanità” dal “Don Carlo” di G. Verdi
Raffaele Urraro: “… è guerra!” e “Non sono una donna”
Anna Rita Scognamiglio – Rosario Pignatelli:
“In questa reggia da "Turandot" di G. Puccini
Giuseppe Vetromile: “Al canto del gallo” e “ Si sta sempre sotto il cielo”
Per ridere un po’…
Poemetto satirico: “Eccomi qua”
Salvatore Violante: “Mercato in libertà” e “Mentre l’anno arriva in fondo”
Anna Rita Scognamiglio - Rosario Pignatelli:
“Vissi d'Arte" dalla "Tosca" di G. Puccini
Saluti

Rosario Pignatelli: "Va’ pensiero" di G.Verdi

Si tratta come è evidente di un programma molto ricco ed articolato, sicuramente allettante, con un magnifico parterre di artisti, in una splendida location partenopea, che, da sola, già merita!
L'ingresso è libero, è gradita la presenza di tutti.

venerdì 21 aprile 2017

"La Poesia di Parthenope", strutture linguistiche napoletane

Inizierà a metà maggio la nuova rassegna "La Poesia di Parthenope", ospitata dalla ormai attivissima Libreria Mancini, già sede dei noti incontri "Un caffè da Mancini". La nuova rassegna è nata da un'idea di Gennaro Maria Guaccio (presidente dell'Associazione Culturale "I Ponti dell'arte"), che sarà coadiuvato dal poeta Nazario Bruno Napoli e da Giuseppe Vetromile del Circolo Letterario Anastasiano; gli incontri, che si svolgeranno, anche questi, nella Libreria Mancini, sono dedicati esclusivamente al vernacolo napoletano. L'intento principale è quello di creare momenti di aggregazione e di interesse sulla poesia napoletana, con letture, dibattiti, modalità e metodi espressivi. Non un corso o un laboratorio vero e proprio, bensì una luce, un suggerimento che possa in qualche modo suscitare nel pubblico e negli amanti del dialetto napoletano, un desiderio di approfondimento e per migliorare la propria modalità di scrittura in versi.

Il primo incontro è previsto per lunedì 15 maggio, alle ore 17.30. Giuseppe Vetromile coordinerà gli interventi di: Gennaro Maria Guaccio ("La questione linguistica") e di Nazario Bruno Napoli ("Seguendo Iandolo"). Seguirà la lettura e il commento di alcuni testi da parte dei poeti Giovanni D'Amiano, Liliana Palermo, Margherita Savastano e Gaetano Siviero.

Alcuni momenti della riunione preparatoria del 21 aprile presso la Libreria Mancini







venerdì 7 aprile 2017

L'"Inverso ritorno" di Angela Ragusa

Il tema del "ritorno" è sempre stato caro ai Poeti, sin dall'antichità: se non altro per narrare vicende e storie del passato che abbiano coinvolto direttamente o indirettamente gli autori stessi.
Questa nostalgia, questa – direi quasi necessità – di far rivivere il passato, di riportare al presente la storia, i ricordi più significativi, appare evidente nel nuovo libro di poesie di Angela Ragusa, dal titolo "Inverso Ritorno", edito da Giovanna Scuderi di Avellino. Il titolo, come sovente accade, sia in poesia che in narrativa, vuole essere in un certo qual modo un'indicazione sintetica ed efficace dell'argomento trattato, del progetto che si intende proporre. Qui non abbiamo però un semplice ritorno, ma un "inverso ritorno", titolo apparentemente enigmatico, perché denoterebbe un ritorno al contrario, cioè non specificatamente un abbandonarsi al semplice ricordo di cose e di storie ormai trascorse, bensì un vero e proprio recupero, una trasposizione nel presente, un'attuazione reale e realistica della memoria, quasi come se fosse vissuta, o meglio rivissuta, nel presente.
Non si tratta quindi di ricordare semplicemente: non un semplice nostos, ma un vero e proprio disegno che prende forma nuovamente, la storia o le storie di un tempo che, grazie alla magia dei versi di Angela Ragusa, riprendono vita e vitalità. Un ritorno "dalle origini", quindi, e non un ritorno "alle" origini. Ecco quindi che si potrebbe dare un senso al titolo della raccolta, titolo che è denso di significati e racchiude a mio parere molto bene tutto il progetto poetico dell'autrice. E in effetti è lei stessa ad affermarlo, nella prima poesia del libro dal titolo omonimo, quando dice: "Assaporare di nuovo il gesto perduto / nell'appropriarsi di un luogo che culla / ritorna a dondolare nel dubbio se è meglio / spogliare la memoria di ciò che d'antico / ancora risuona nell'alveo del cuore / o lasciare che il sole s'affretti ogni giorno / a tingere di oro facciate di chiese, / incastonate su greche colonne / issate a vanto di una vecchia genìa…". E' proprio in questi versi che traspare in pieno il desiderio e l'idea creativa di riportare al presente, in un inverso ritorno, appunto, il sapore dell'origine, della culla, o altrimenti abbandonare e distaccare il ricordo, quei ricordi, che tanto hanno contribuito e nutrito la sua origine: un dilemma, un dubbio che si può risolvere annotando e scrivendone per riportare in avanti, qui al presente, quel mondo, quella realtà passata, quelle emozioni.
E' anche sotto questo aspetto che la nostra Autrice si immedesima nella figura del migrante: nessun’altra situazione può infatti riferirsi al nostos, al ritorno, di quella del migrante, in ogni epoca e in ogni contesto sociale: memore dei grandi sacrifici e delle abnegazioni che questo fenomeno storico comporta, e ha sempre comportato, Angela giunge a comporre dei versi bellissimi che dicono: "Migrante è l'uomo di se stesso, / nel Nostos è la sua utopia. / Sacca colma di nulla il suo fardello. / Ogni giorno si appresta al mare / e come pescatore tra le reti / cerca la sua chimera".
E non poteva mancare, nel progetto poetico tematico di Angela Ragusa, il fondamento di tutti i ritorni, il principale riferimento di ogni nostos, su cui si accolgono e si distendono i ricordi: il mare, mondo azzurro e infinito, che è e sarà sempre teatro delle vicissitudini dei migranti di ogni epoca, dei navigatori in ogni senso. E a questo proposito i versi di Angela in “Ritorno al mare”: “Di salsedine riveste la mente lasciata nei luoghi / sabbie dorate, a ritrovar quell’orme / il mare le avrà inghiottite, tempesta di notte, / lampeggiando solitari scogli d’inverno".
Angela Ragusa ha quindi realizzato un’opera in versi davvero importante e senza dubbio completa, in quanto basandosi sul tema dell’attualizzazione della memoria, del nostos, prende in considerazione in modo ampio non soltanto la parte strettamente legata ai suoi ricordi personali, ma anche i risvolti geografici, storici, sociali che hanno implicato e che implicano la sua esperienza trascorsa nella sua terra d’origine, dalla nascita fino al suo trasferimento in Campania, a Montesarchio, città in cui ora ella vive ed opera. Leggiamo ad esempio in “La notte di Aretusa”, che ci richiama alla memoria la bellissima Fonte del lago di Ortigia, a Siracusa, cantata anche da Quasimodo… “…L’universo che si insinua nell’abbraccio / che pare lago, le ellissi e le comete, / un cosmico silenzio nella notte di Aretusa. / Alla fonte, sono cascate lingue rosse / di buganvillee arrampicate e batuffoli / ad incipriar le gote, fiocchi di papiro / verde a solleticar la luna.”….
E ancora, in “La ginestra di Salina”: “Scivola tra i pendii la ginestra. / Solitaria di giallo risplende. Come il sole. / Sciara di lava il suo letto, ora freddo ora nero / che la calura del giorno arroventa / e fa brillare di ferroso scintillio…
Ma il maggior coinvolgimento della nostra brava autrice nel tema del ritorno, in questo suo libro, è costituito a mio avviso dalle esperienze personali, dal suo intenso e indimenticato vissuto in terra di Sicilia, che ella riporta a noi qui nel presente, rendendoci partecipi di emozioni intense e straordinarie. Non si tratta sempre di ricordi gioiosi, purtroppo, come nel caso della poesia “Fiore, sbocciavi..”, in cui con versi accorati e intensi la nostra autrice ricorda episodi molto tristi del nonno: “… Bambina costretta a ceder quel letto / che in cinque anni di guerra era stato / culla di te e della mamma, fiato con fiato. / Un estraneo che arriva a dettare una legge / del padrone che scorda di essere padre / e che in ginocchio costringe a lavare i suoi piedi.”… E quindi, generalizzando in un quadro di mesta sottomissione in cui la donna era immersa in Sicilia, e non lì soltanto!, nei versi successivi leggiamo: “E tante le cose che ancor mi racconti del tempo / in cui la femmina muta doveva restare / nella Sicilia dei neri mantelli e degli sguardi abbassati”…
E ancora il ricordo della nonna, nella bellissima lirica “Via Gioberti”, dove accanto alla sua figura rivivono angoli e scorci della sua città: “Ti ritroverò tra quei gesti antichi, / nelle strade che furono gioco, / agli angoli incrinati di quelle terrazze / cocenti al sole dei miei ricordi. / Nelle sere d’estate, il vociare dei bimbi, / e tu che seduta, fissavi l’intreccio / che il filo di seta componeva al telaio”…
Una raccolta poetica compatta, che si legge e si fa leggere dalla prima all’ultima poesia senza difficoltà ma con grande piacere, perché fluida e senza interruzioni. Il libro infatti non è diviso in  sezioni o capitoli. Tutto l’universo poetico del ricordo, della rivisitazione, della riproposta, è evidente in questa recente raccolta di poesie che, come afferma giustamente anche l’illustre prefatore, prof. Franco Martino, sono altamente liriche e profuse di una musicalità e di un ritmo veramente considerevoli. L’efficacia del dettato poetico è tale, poi, da riprodurre pienamente le sensazioni, i colori, le solarità, i profumi, i sentimenti e tutto quanto permeava il mondo siciliano della nostra poetessa.
Angela Ragusa, con questo suo Inverso Ritorno, ha in effetti realizzato un poema denso e compatto ma nello stesso tempo delicato e utile, non soltanto per l’autrice stessa, per un suo forse necessario appuntare e rinvigorire ricordi importanti del suo trascorso, ma anche per noi lettori, avendoci offerto la possibilità di conoscere realtà di un mondo intramontabile, con i suoi panorami stupendi, la sua storia, la sua civiltà e le sue usanze, che, per quanto discutibili sotto certi aspetti dell’emancipazione femminile e della giustizia sociale (omertà, sottomissione, migrazioni), restano pur sempre caratteristiche peculari e riferimenti precisi da cui partire per migliorare sempre di più questo nostro mondo martoriato.

La poesia, come sempre, è e rimane mezzo valido, in qualsiasi situazione e contesto, e per qualsiasi tematica sociale e umana, per testimoniare, salvaguardare, indicare ed eventualmente migliorare lo stato delle cose.

"Inverso Ritorno", di Angela Ragusa, Edizioni Scuderi, Avellino, 2016

lunedì 27 marzo 2017

La II Edizione del Festival della Poesia nella cortesia a San Giorgio del Sannio

E' in programmazione la seconda edizione 2017 del Festival della poesia nella cortesia a San Giorgio del Sannio (Bn).
Poeti, letterati, musicisti, artisti e scuole in dialogo con la popolazione e i giovani

Sabato 1 aprile 2017 parte la seconda edizione del FESTIVAL DELLA POESIA NELLA CORTESIA a San Giorgio del Sannio - iniziativa culturale patrocinata dal Comune e coordinata da Rita Pacilio - incentrata sul tema “Solitudini e Integrazione” per favorire la riflessione su condizioni di emarginazione fisica e psicologica, sulle solitudini della persona e del poeta. La scelta mira a facilitare l’introspezione assecondando il principio socratico “Conosci te stesso” che non significa conoscere in sé solo l’individuo con le sue caratteristiche contingenti, con i suoi variabili umori, ma conoscere e riconoscere in sé ciò che è universalmente umano. L’umanità in noi consiste nella consapevolezza delle possibilità e dei limiti, nonché dei doveri a cui la natura umana ci chiama, i cui fini sviluppano il progetto di integrazione: un aspetto che nella contemporaneità assume una valenza multipla relativa ai flussi migratori che si ripetono quotidianamente, così come nella responsabile relazione con i più deboli e gli esclusi.
La rassegna prevede la partecipazione di poeti nazionali e internazionali: dalla Svizzera, Alberto Nessi e Fabiano Alborghetti, insieme a numerosi altri nomi del panorama poetico contemporaneo per stabilire una contaminazione letteraria ed emozionale con la cittadinanza e gli studenti che saranno invitati a partecipare, per condividere esperienze diverse provenienti da altri territori e produrre lo scambio/confronto con quelle di chi vive il territorio beneventano: saranno infatti presenti artisti locali nella musica e in altre discipline.

Collaborano all’iniziativa:

La Vita Felice, StudioDanza94, Derivati Sanniti blog, Circolo Letterario Anastasiano, Associazione Circuito d’arte, Centro Cultura “Tommaso Rossi”, Biblioteca comunale di San Giorgio del Sannio.

Qui di seguito il programma completo, con le indicazioni utili per coloro che desiderassero pernottare.

PROGRAMMA
Sabato 1 aprile 2017

Ore 10.00
Saluto del Sindaco, on. Mario Pepe e presentazione della tematica del Festival
Ore 10.45
Presentazione delle attività del Festival a cura di Diana Battaggia (Direttore editoriale La Vita Felice) e Rita Pacilio
Ore 11.00
Incontro con i poeti svizzeri Alberto Nessi e Fabiano Alborghetti. A cura di Elisabetta Motta
Ore 13.00
pranzo – buffet offerto dall’Amm.ne comunale
Ore 15.00
Letture poetiche da parte dei partecipanti, coordinate da Rita Pacilio e Cosimo Caputo (durata 90 min)
Ore 16.30
Incontro con le poetesse Alexandra Zambà e Cinzia Marulli: la forza terapeutica della poesia.
Ore 17.30
Letture poetiche da parte dei partecipanti, coordinate da Diana Battaggia e Melania Panico (durata 90 min)
Ore 20.00
Cena – spettacolo serale (si richiede un contributo di € 15 a persona)


Informazioni di servizio:

Location alloggi:
La Vecchia Torre azienda agrituristica - Contrada Montebello - San Nicola Manfredi BN – tel. 0824 372001
Costi:
€ 40,00 a notte, camera singola con colazione
€ 75,00 a notte, camera doppia con colazione
(possibilità di pranzare e/o cenare in loco presso il ristorante della struttura).

Per chi fosse sprovvisto di propria auto, il trasferimento da La Vecchia Torre ai luoghi di incontro in cui si svolgerà il Festival è a carico degli organizzatori.

Coloro che giungeranno in treno il 31 marzo alla stazione di Benevento sono gentilmente pregati di informare l’organizzazione circa l’orario di arrivo per poter predisporre il trasferimento all’albergo.
(ritapacilio@gmail.com)

domenica 8 gennaio 2017

Parte la nuova edizione 2017 della Rassegna "I colori della poesia"

Mancano ormai pochi giorni all'inaugurazione della nuova edizione 2017 della prestigiosa Rassegna Artistica e Letteraria "I colori della poesia", un appuntamento di grande spessore culturale, vero fiore all'occhiello della città di Pomigliano d'Arco, grazie all'intraprendenza e all'entusiasmo dei due ideatori, l'imprenditore e scrittore Mario Volpe e la bravissima e competente Annamaria Pianese. La Rassegna è infatti cresciuta molto, in questi ultimi anni, sia per qualità sia per le sempre più numerose adesioni di artisti di grande talento, tanto è vero che per questa edizione è stato necessario effettuare una severa selezione.
La Rassegna, organizzata dunque dalla nascente Associazione omonima "I colori della poesia", gode del patrocinio del Comune di Pomigliano d'Arco e della collaborazione di altre associazioni del territorio, tra le quali il Circolo Letterario Anastasiano di Giuseppe Vetromile, Clarae Musae di Vittoria Caso, la Pro Loco di Pomigliano d'Arco, Pomigliano Danza, l'Archivio Monografico Arte Italiana, la Fondazione Ad Astra. Direttore Artistico il dottor Giovanni Balzano; referente per la Poesia il prof. Bruno Galluccio.
La rassegna verrà inaugurata venerdì prossimo 13 gennaio alle ore 17.30 e chiuderà i battenti il 23 gennaio. La sede sarà la Feltrinelli Distilleria di Pomigliano d'Arco.
Molto articolati gli appuntamenti artistici e letterari all'interno della rassegna, che prevede una fortissima partecipazione e coinvolgimento degli studenti dei locali Licei: una formula già ampiamente collaudata, e con grande successo, da parte dei due organizzatori, con gli incontri "Un caffè con la poesia" che già si svolgono normalmente presso la Feltrinelli la seconda domenica di ogni mese, e che vedono gli studenti, appunto, protagonisti nel redigere interessanti ed approfonditi commenti sulle poesie proposte durante gli incontri stessi.
Accanto all'esposizione di lavori di pittura e di scultura di alto livello, opportunamente selezionati ed installati in modo più che dignitoso, si avranno quindi anche incontri con l'autore e reading di poesie. Tra questi sono soprattutto da non perdere gli incontri con gli studenti: il 16 gennaio con Bruno Galluccio, il 18 con Raffaele Urraro, e il 20 con Davide Rondoni.
Quattro, infine, saranno gli incontri di poesia, ad ognuno dei quali parteciperanno una decina di poeti del territorio ma anche da fuori regione, in particolare da Roma: il 14, il 15, il 21 e il 22 gennaio.

Una rassegna davvero molto fitta, ben articolata, ricca di spunti e soprattutto occasione imperdibile per confrontarsi e per condividere nuove esperienze artistiche e letterarie.

(G. Vetromile)










martedì 3 gennaio 2017

L'omaggio alle personalità illustri di Somma Vesuviana, a cura di Alessandro Masulli

Una domenica mattina come tante, invernale ma tersa e con un sole che rincuora. Rincuora anche l'aroma di caffè e di paste appena sfornate che si avverte sulla soglia dello storico e rinomato Bar Pasticceria Masulli. Mi avvicino alla cassa e un simpaticissimo Alessandro Masulli mi dimostra la sua stima, ricambiata siceramente, e squisita ospitalità offrendomi un caffè, dopo aver acquistato dei dolci veramente saporiti. Due chiacchiere sulle nostre rispettive attività culturali e poi Alessandro mi fa dono di un volumetto davvero originale e interessante, con la promessa che ne avrei parlato appena possibile. Lo faccio ora approfittando di un periodo di relativa calma.
Il volumetto, pubblicato nell'ambito delle manifestazioni della 403a. edizione della Fiera Vesuviana, si intitola "Omaggio a poeti e scrittori di Somma Vesuviana" ed è curato da Alessandro Masulli per conto dell'Archivio Storico Cittadino di Somma Vesuviana, e con il patrocinio del Comune di Somma. La pubblicazione è a cura dell'Associazione Vesuvian Book an Art di San Gennaro Vesuviano (sede dalla Fiera), Presidente Assunta Ammaturo.
Si tratta dunque, come esplicita lo stesso titolo del lavoro, di un vero e proprio "omaggio" a eminenti personaggi sommesi, che hanno contribuito nel recente passato con le loro opere e la loro attività, a dare lustro non solo alla loro cittadina, ma anche all'intera società italiana.
Parliamo di letterati come Gennaro Amendola, Gino Auriemma, Giorgio Cocozza, Natale Pellegrino, Salvatore Sica, e di uomini di scienza, politici e storici come Alberto Angrisani, Gaetano Arfè, Raffaele D'Avino e Ciro Romano. Alessandro Masulli ne parla con dovizie di particolari, soffermandosi sui punti salienti della loro vita e della loro attività.

Una esauriente e dettagliata storia di Somma chiude il volumetto, che si presenta davvero piacevole da leggere, recuperando essenziali tratti di memoria della società sommese di questo ultimo secolo, a riferimento insostituibile per le nuove Leve.

(G. Vetromile)

lunedì 5 dicembre 2016

Novecento non più, l'Antologia sul Realismo Terminale

NOVECENTO NON PIU' – VERSO IL REALISMO TERMINALE
Antologia Poetica a cura di Diana Battaggia e Salvatore Contessini
Lettera agli Autori di Guido Oldani
La Vita Felice, 2016

Ecco una nuova e bella Antologia, di quelle da tenere sulla scrivania e da leggere di tanto in tanto, per trarne spunti e riflessioni stimolanti sulla poesia contemporanea. E non è poca cosa, dal momento che le raccolte antologiche sono tante e molte di loro vengono realizzate senza un particolare filo conduttore che possa dare un senso al progetto. "Novecento non più", sottotitolo "Verso il realismo terminale", è pertanto un lavoro encomiabile, che si ispira al progetto poetico di Guido Oldani sul Realismo Terminale, l'originale movimento contraddistinto dalla peculiarità del linguaggio poetico che pone maggiormente l'accento sugli oggetti di tutti i giorni anziché sulla natura.

Ottima la selezione dei curatori, Diana Battaggia e Salvatore Contessini, i quali hanno inserito in questa pregevole antologia poeti di tutta Italia con testi aderenti al tema del Realismo Terminale: Eva Laudace dall'Abruzzo, Carla Spinella dalla Calabria, Mimmo Cipriano, Rita Pacilio, Luigi D'Alessio, Antonio Vittorio Guarino e Giuseppe Vetromile dalla Campania, Giusy Cafari Panico, Massimo Silvotti, Sonia Lambertini e Valerio Succi dall'Emilia Romagna, Guido Cupani dal Friuli, Roberto Maggiani, Cinzia Marulli, Tiziana Marini, Rosa Riggio, Maurizio Soldini, Isabella Vicentini e Alexandra Zambà dal Lazio, Aky Vetere dalla Liguria, Paolo Agrati, Linda Ansalone, Alessandra Paganardi, Sabrina Amadori, Maria Elena Danelli, Caterina Davinio, Antonio Devincienti, Izabella Teresa Kostka e Riccardo Lanfranchi, Marina Massenz, Guido Mura, Roskaccio, Fabiano Spessi e Andrea Tavernati dalla Lombardia, Salvatore Sblando, Angelo Donna, Marco G. Maggi, Max Ponte e Silvia Rosa dal Piemonte, Enza Armiento, Antonio Lillo, Alfonso Michele Lotito, Riccardo Benzina, Massimo D'Arcangelo e Michele Toriaco dalla Puglia, Valentina Neri dalla Sardegna, Rita Caramma, Loredana Semantica e Emilio Paolo Taormina dalla Sicilia, Carlotta Zanobini, Adua Biagioli Spadi, Anna Maria Dall'Olio e Carla Malerba dalla Toscana, Stefano Bolognesi dal Trentino, Sylvia Pallaracci e Sergio Pasquandrea dall'Umbria, Anna Toscano e Adalgisa Zanotto dal Veneto, Barbara Carle dagli USA.

(G. Vetromile)

Il II Volume dell'Antologia "Transiti Poetici"

CIRCOLO DELLE VOCI, Vol. I°

"Gusti di...versi", Ristorante Albergo dei Baroni, Sant'Anastasia (Na), 13 marzo 2015

La mostra "Il respiro della materia / I colori dell’anima"

Due poesie di Gerardo Pedicini

L’ombra del tempo

(per Sergio Vecchio


L’ombra del tempo

è ferma alla tua porta

e tra i rami

vigila la civetta,

cara agli dei.

Nel silenzio della notte

avanza il giorno tra le spine

e il vento rode

le vecchie mura sibarite

intrise d’acqua e di memorie.

Dorme nel profondo la palude:

il Sele discende lento fino al mare

e svuota le tombe dei sacrari.

Ora è l’antica Hera,

ora è Poseidon a indicarti il cammino.

Alla deriva del vento

il tuo passo di lucertola

è rapido volo d’uccello.

Sotto la tettoia scalpita il treno

sugli scambi e rompe le stagioni

nel vuoto delle ore.

Nel laboratorio acceso di speranze

resti tu solo a sorvegliare

il perimetro antico delle mura

mentre vesti d’incenso i tuoi ricordi

tracciando sul foglio linee d’ombra.

***

I segni della storia

(ad Angelo Noce)


Cinabro è il fuoco dei ricordi:

passano rotte di terre nella mano

e sfilano i segni della storia.

Ombre e figure

alzano templi alla memoria.

Nell’antico corso del mare

si sospende la luce del giorno.

È un sogno senza fine.

Transita il tempo da un foglio all’altro

e incide in successione

ciò che già fu, ciò che sarà

nella tenue traccia del tuo respiro.

(Gerardo Pedicini)

Il libretto "I Poeti della rosa"